Importazioni acciaio: nuove regole UE per trasparenza e tracciabilità

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Importazioni acciaio: nuove regole UE per trasparenza e tracciabilità

Le importazioni di acciaio nell’Unione Europea saranno soggette a nuove regole per rendere più trasparente e tracciabile la provenienza dei prodotti siderurgici. La Commissione europea ha infatti adottato il 31 agosto 2026 un atto esecutivo che stabilisce quali documenti dovranno essere presentati dagli importatori per dimostrare il cosiddetto “Paese di fusione e colata” dell’acciaio. La misura riguarda 26 categorie di prodotti siderurgici e si inserisce nel più ampio quadro delle nuove norme europee pensate per tutelare il mercato dell’acciaio dell’Unione.

Importazioni acciaio: come funziona il nuovo sistema di tracciabilità

L’obiettivo principale dell’atto adottato dalla Commissione europea è migliorare la trasparenza lungo la catena di approvvigionamento dell’acciaio importato nell’Unione. In concreto, le imprese che introducono determinati prodotti siderurgici nel mercato europeo dovranno fornire informazioni che consentano di individuare il Paese nel quale sono avvenute le fasi di “fusione e colata”.

Questa espressione indica il luogo in cui l’acciaio o il ferro grezzo viene prodotto per la prima volta allo stato liquido e successivamente trasformato, attraverso la colata, in una forma solida. Si tratta quindi di informazioni che permettono di ricostruire una fase fondamentale del processo produttivo, anche quando il prodotto viene successivamente lavorato o trasformato in un altro Paese.

Per dimostrare l’origine della fusione e della colata, gli importatori dovranno presentare una specifica documentazione. La Commissione ha precisato che le informazioni richieste saranno basate, per quanto possibile, sui documenti già utilizzati dalle imprese nelle normali attività commerciali. La scelta è stata effettuata anche tenendo conto dei risultati di una consultazione pubblica con le parti interessate, con l’obiettivo di evitare che i nuovi obblighi comportino costi eccessivi o procedure particolarmente complesse per le aziende.

Secondo la Commissione europea, il requisito della fusione e della colata contribuirà anche a contrastare possibili tentativi di elusione delle regole commerciali. Conoscere il luogo in cui l’acciaio è stato prodotto inizialmente permette infatti di avere una maggiore visibilità sulla reale origine del materiale, riducendo il rischio che prodotti provenienti da determinati mercati vengano sottoposti a lavorazioni o trasformazioni successive per aggirare le misure previste dall’Unione.

Il nuovo regolamento UE sull’acciaio e la tutela del mercato europeo

Le nuove disposizioni fanno parte del Regolamento UE sull’acciaio, adottato il 1° luglio 2026 con l’obiettivo di proteggere l’industria siderurgica europea dagli effetti della sovraccapacità produttiva globale e dall’aumento delle misure restrittive applicate al commercio internazionale da diversi Paesi terzi. Uno dei fattori considerati dalla normativa è in particolare la pressione esercitata dalla produzione siderurgica proveniente da mercati extraeuropei, tra cui la Cina.

Il regolamento introduce un sistema basato su contingenti, dunque ogni anno saranno esenti da dazio importazioni di acciaio fino a un quantitativo complessivo di 18,3 milioni di tonnellate. Per le quantità che supereranno questi contingenti è invece previsto un dazio pari al 50%. Il sistema riguarda 26 categorie di prodotti siderurgici importati nell’Unione e mira a limitare gli effetti che un eccesso di acciaio disponibile sui mercati internazionali potrebbe avere sui produttori europei.

All’interno di questo quadro, la tracciabilità rappresenta uno strumento importante per rendere più efficace l’applicazione delle nuove regole. Il requisito relativo alla fusione e alla colata si applicherà a tutte le origini, con un’eccezione per i Paesi dello Spazio economico europeo (SEE). Il SEE comprende gli Stati membri dell’Unione europea e Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che fanno parte dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA). Anche questi Paesi, tuttavia, resteranno soggetti ai requisiti relativi all’indicazione del Paese di fusione e colata.

L’atto esecutivo adottato dalla Commissione europea ha ricevuto il sostegno unanime degli Stati membri il 19 agosto 2026 ed entra in vigore il 1° ottobre 2026. Da questa data, quindi, gli importatori interessati devono essere pronti a fornire la documentazione richiesta. La misura rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore conoscenza della provenienza dell’acciaio che entra nel mercato europeo e verso un sistema commerciale nel quale le informazioni sull’origine dei prodotti diventano sempre più importanti.

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