La Responsabilità Estesa del Produttore: novità nel tessile e sugli sprechi alimentari

Direttiva responsabilità estesa

La Responsabilità Estesa del Produttore: novità nel tessile e sugli sprechi alimentari

La Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) rappresenta uno strumento fondamentale nell’ambito della recente direttiva quadro europea sui rifiuti, direttiva 2025/1892, entrata in vigore con l’obiettivo di trasformare profondamente il modo in cui l’Unione Europea affronta la gestione dei rifiuti tessili e degli sprechi alimentari. Questo meccanismo innovativo, che attribuisce ai produttori un ruolo centrale nella gestione del ciclo di vita dei loro prodotti, si inserisce in una strategia più ampia volta a promuovere l’economia circolare, ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e rafforzare la resilienza economica dell’Europa attraverso pratiche più sostenibili.

Il regime di Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tessile

La direttiva, il cui percorso di revisione è iniziato nel 2023 su iniziativa della Commissione Europea, dovrà essere recepita nelle legislazioni nazionali entro 20 mesi dalla sua entrata in vigore. Per quanto riguarda il settore tessile e calzaturiero, gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo per istituire i regimi obbligatori di Responsabilità Estesa del Produttore.

Il settore tessile europeo, pur essendo un pilastro economico con un fatturato di 170 miliardi di euro nel 2023, genera un impatto ambientale considerevole. Nel 2020 si è classificato come il terzo settore con il maggior impatto sull’uso di acqua e suolo nell’Unione Europea, e il quinto per utilizzo di materie prime ed emissioni di gas serra. Nel 2019 ha prodotto 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui solamente un quinto è stato riciclato o riutilizzato.

Per affrontare questa problematica, la direttiva introduce un sistema in cui i produttori dovranno versare una tassa per ogni prodotto immesso sul mercato. Questi fondi finanzieranno i sistemi di raccolta, riutilizzo, riciclaggio e smaltimento. Il valore della tassa sarà determinato secondo criteri di sostenibilità attraverso l’approccio dell’eco-modulazione: più un prodotto è sostenibile, minore sarà il costo dell’EPR per il produttore. Questo meccanismo incentiva la creazione di prodotti eco-compatibili seguendo i principi dell’economia circolare. Inoltre, la direttiva stabilisce nuove norme per la gestione dei tessili usati e dei rifiuti tessili, classificando i tessili raccolti separatamente come rifiuti per distinguerli in modo chiaro e uniforme in tutto il territorio comunitario.

Obiettivi vincolanti per la riduzione degli sprechi alimentari

Parallelamente all’introduzione dell’EPR nel settore tessile, la direttiva fissa obiettivi ambiziosi e vincolanti per la riduzione degli sprechi alimentari da raggiungere entro il 2030. Gli Stati membri dovranno conseguire una riduzione del:

  • 10% nella fase di lavorazione e produzione;
  • 30% pro capite nella vendita al dettaglio e nei consumi, includendo anche il settore della ristorazione.

Per conseguire questi traguardi, entro il 17 gennaio 2026 dovranno essere designate le autorità nazionali responsabili del coordinamento delle misure di prevenzione degli sprechi alimentari. Successivamente, entro il 17 ottobre 2027, gli Stati membri saranno tenuti ad adeguare i loro programmi di prevenzione incorporando le misure necessarie. Ogni Paese dovrà:

  • valutare i propri programmi esistenti;
  • sostenere interventi comportamentali;
  • implementare strategie di sensibilizzazione;
  • promuovere soluzioni tecnologiche innovative.

La direttiva introduce anche disposizioni per facilitare la donazione di cibo da parte delle aziende a banche alimentari e associazioni benefiche.

È prevista una revisione degli obiettivi entro il 2027, con la possibilità di modificarli e di stabilirne di nuovi fino al 2035. Attraverso questa revisione mirata, l’Unione Europea mira a ridurre gli sprechi, mitigare i danni ambientali e rafforzare la sicurezza economica promuovendo l’innovazione nelle pratiche sostenibili e riducendo la dipendenza dalle materie prime.