30 Lug Economia circolare in edilizia: il riciclo dei rifiuti da costruzione traina la transizione sostenibile
L’Economia circolare in edilizia sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità ambientale e di sviluppo del sistema produttivo italiano. I dati più recenti confermano che il settore delle costruzioni non è soltanto uno dei principali produttori di rifiuti speciali, ma anche quello che sta ottenendo i risultati più significativi in termini di recupero e riciclo dei materiali. Grazie agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, agli investimenti legati al PNRR e all’adozione di pratiche più efficienti nella gestione dei cantieri, l’edilizia italiana sta compiendo passi concreti verso un modello produttivo più circolare e meno dipendente dallo smaltimento in discarica.
Crescono i rifiuti speciali, ma aumenta anche il recupero dei materiali
Secondo il Rapporto Rifiuti Speciali 2026 dell’Ispra, nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti speciali in Italia ha superato i 172 milioni di tonnellate, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento di circa 7,6 milioni di tonnellate, collegato soprattutto alle politiche nazionali che hanno sostenuto l’efficienza energetica, la riqualificazione del patrimonio edilizio e la realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
In questo scenario, i rifiuti provenienti da costruzione e demolizione rappresentano la quota più consistente dell’intero flusso dei rifiuti speciali. Nel 2024 hanno raggiunto circa 90,4 milioni di tonnellate, pari al 52,5% del totale, in forte crescita rispetto agli 81,4 milioni di tonnellate registrati nel rapporto precedente. L’aumento dei cantieri e degli interventi di ristrutturazione ha quindi comportato una maggiore produzione di materiali da gestire, ma allo stesso tempo ha spinto il settore a migliorare le proprie capacità di recupero.
Il dato più significativo riguarda infatti il recupero di materia, che ha raggiunto il 74,3% della gestione complessiva dei rifiuti speciali, pari a 139,1 milioni di tonnellate. Questo valore evidenzia una crescita del 6,4% rispetto al 2023, mentre il ricorso alla discarica continua a diminuire: -2% rispetto all’anno precedente e -23,9% rispetto al 2021. La tendenza mostra con chiarezza che il sistema italiano sta progressivamente sostituendo lo smaltimento con il recupero dei materiali, favorendo un uso più efficiente delle risorse e riducendo l’impatto ambientale complessivo.
Economia circolare in edilizia: il settore delle costruzioni supera gli obiettivi europei
Il comparto delle costruzioni rappresenta oggi uno degli esempi più avanzati di Economia circolare in edilizia in Italia. I dati Ispra mostrano che il tasso di riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione, calcolato secondo i criteri previsti dalla Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE ed escludendo terre, rocce e fanghi di dragaggio, ha raggiunto nel 2024 circa l’82,4%. Si tratta di un ulteriore miglioramento rispetto all’81% rilevato nel rapporto precedente e di un risultato nettamente superiore all’obiettivo europeo del 70%.
Questo traguardo dimostra che materiali come calcestruzzo, laterizi, asfalto, metalli e altri componenti provenienti dai cantieri possono essere recuperati e reintrodotti nei cicli produttivi, riducendo la necessità di estrarre nuove materie prime. La crescita del riciclo non rappresenta quindi soltanto un vantaggio ambientale, ma anche un’opportunità economica per le imprese del settore, che possono valorizzare i materiali recuperati e contenere i costi di approvvigionamento.
L’edilizia si conferma così il comparto più “circolare” del panorama nazionale. Innovazione tecnologica, corretta gestione dei rifiuti, tracciabilità dei materiali e sviluppo di filiere del recupero stanno contribuendo a trasformare un problema ambientale in una risorsa strategica. I risultati raggiunti indicano che la transizione verso un modello edilizio più sostenibile è già in corso e che l’economia circolare può diventare uno degli strumenti più efficaci per coniugare tutela dell’ambiente, competitività delle imprese e sviluppo del territorio.