Rapporto Rifiuti Urbani 2025: la gestione dei rifiuti in Italia

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Rapporto Rifiuti Urbani 2025: la gestione dei rifiuti in Italia

Il Rapporto Rifiuti Urbani 2025 presenta un quadro complessivo della situazione italiana in materia di produzione, raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani. I dati emersi mostrano un Paese in evoluzione, con progressi significativi in alcune aree e sfide ancora da affrontare in altre. La lieve crescita economica registrata nell’ultimo anno, con un incremento del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali pari allo 0,7%, si riflette inevitabilmente anche sulla produzione di rifiuti. L’analisi presentata in questo rapporto offre una visione dettagliata delle performance regionali, delle modalità di trattamento e degli investimenti previsti per il futuro, con particolare attenzione agli obiettivi europei e alle iniziative finanziate dal PNRR.

Produzione e raccolta differenziata: i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2025

Nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani raggiunge poco più di 29,9 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è particolarmente evidente nei grandi centri urbani.

Sul fronte della raccolta differenziata, i risultati sono incoraggianti. Il dato nazionale si attesta al 67,7%, con il Mezzogiorno che continua a ridurre il divario con Centro e Nord. Le percentuali regionali mostrano il 74,2% al Nord, il 63,2% al Centro e il 60,2% al Sud. Le regioni più virtuose sono l’Emilia-Romagna con il 78,9% e il Veneto con il 78,2%, seguite da Sardegna, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Particolarmente significativo è il progresso dell’Emilia-Romagna, che registra un incremento di 1,7 punti percentuali rispetto al 2023.

Complessivamente, oltre il 72% dei comuni italiani ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%, mentre l’89,7% dei comuni intercetta più della metà dei rifiuti urbani in modo differenziato. Tra le grandi città, Bologna si distingue con il 72,8%, seguita da Padova, Venezia e Milano. Città come Roma, Bari e Napoli mostrano percentuali più basse, pur registrando una tendenza alla crescita.

Gestione, riciclo e prospettive future

Il sistema impiantistico italiano conta 625 strutture operative per la gestione dei rifiuti urbani, con oltre la metà dedicata al trattamento della frazione organica. Il recupero dell’organico avviene principalmente attraverso impianti integrati anaerobico-aerobico, che gestiscono il 58,5% dei quantitativi trattati, seguiti dal compostaggio e dalla digestione anaerobica. Nel complesso, sono state trattate biologicamente circa 7,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente.

La percentuale di riciclo dei rifiuti urbani raggiunge il 52,3%, superando l’obiettivo del 50% previsto per il 2020 e mostrando una crescita rispetto al 50,8% dell’anno precedente. Tuttavia, per raggiungere l’obiettivo del 55% fissato per il 2025, è necessaria un’ulteriore crescita di 2,7 punti percentuali, mentre l’obiettivo al 2030 è ancora più ambizioso, attestandosi al 60%.

Lo smaltimento in discarica rappresenta il 14,8% dei rifiuti prodotti, corrispondente a oltre 4,4 milioni di tonnellate, in diminuzione del 3,7% rispetto al 2023. Sul fronte degli imballaggi, tutti i materiali hanno raggiunto i target europei per il 2025, con la plastica che supera per la prima volta l’obiettivo del 50%, arrivando al 51,1%.

Nel 2024 sono state esportate 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 4,3% della produzione totale, mentre le importazioni si sono attestate a 216.000 tonnellate. Le principali destinazioni delle esportazioni sono Danimarca, Paesi Bassi e Austria.

Dal punto di vista economico, il costo medio nazionale annuo pro capite per la gestione dei rifiuti urbani ammonta a 214,4 euro per abitante, in aumento di 17,4 euro rispetto ai 197 euro del 2023. Il Centro Italia presenta il costo più elevato con 256,6 euro per abitante, seguito dal Sud con 229,2 euro e dal Nord con 187,2 euro.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e ai progetti di economia circolare. Il rapporto analizza nel dettaglio le iniziative finanziate, mentre l’Istituto continua a supportare il monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una riforma fondamentale del PNRR, per verificarne l’attuazione e l’efficacia rispetto agli obiettivi prefissati.