10 Apr Rifiuti da rinnovabili: 3 milioni di scarti entro il 2050
Il passaggio dell’Unione Europea da fonti fossili a energie rinnovabili rappresenta una svolta cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici. Tuttavia, questa trasformazione comporta anche nuove sfide ambientali, in particolare nella gestione dei rifiuti da rinnovabili generati dagli impianti a fine vita.
Rifiuti da rinnovabili in aumento: le cifre della transizione
Secondo il Joint Research Center (JRC) dell’UE, l’aumento dei pannelli solari, delle turbine eoliche e lo smantellamento delle centrali tradizionali produrranno nei prossimi anni enormi quantità di materiali da recuperare. È quindi essenziale adottare politiche efficaci per garantire una gestione sostenibile di questi scarti, valorizzandoli come risorse all’interno dell’economia circolare.
Entro il 2040, si stima che i pannelli fotovoltaici dismessi potrebbero raggiungere un volume compreso tra 6 e 13 milioni di tonnellate, per salire fino a 21-35 milioni entro il 2050.
E non si tratta dell’unico flusso di rifiuti: già nel 2023, la transizione energetica ha prodotto 6,2 milioni di tonnellate di materiali di scarto, come acciaio, alluminio e rame, derivanti da impianti dismessi o ammodernati.
Il JRC prevede che entro il 2050, ogni anno, solare ed eolico genereranno rispettivamente circa 2,9 milioni di tonnellate di acciaio, oltre 190 mila tonnellate di alluminio e circa 53 mila tonnellate di rame.
Davanti a questi numeri, appare evidente la necessità di strutturare un sistema di recupero e riciclo efficiente, per evitare che la transizione energetica diventi a sua volta una fonte di inquinamento.
Il ruolo del riciclo nell’economia circolare europea
Una gestione attenta e coordinata dei rifiuti della transizione potrebbe ridurre significativamente la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di materie prime.
Il riciclo dei pannelli fotovoltaici, ad esempio, potrebbe coprire entro il 2030 una parte consistente della domanda di nuovi materiali:
- dal 9 al 23% per il silicio;
- dall’11 al 26% per l’alluminio;
- dal 6 al 16% per il rame;
- dal 41 all’80% per l’argento.
In particolare, l’argento riciclato potrebbe soddisfare l’intera domanda prevista al 2035.
Tuttavia, per realizzare pienamente questo potenziale, sarà necessario:
- armonizzare le normative a livello europeo;
- fissare obiettivi più ambiziosi per il recupero di materiali critici;
- promuovere la progettazione di impianti facilmente riciclabili.
Anche lo smantellamento delle centrali fossili deve diventare più sostenibile, a partire dal riciclo dei 23 milioni di tonnellate di cemento provenienti dagli impianti a carbone già chiusi, risorsa oggi ancora troppo poco valorizzata.