Rifiuti domestici: Italia sulla strada giusta secondo l’EAA

raccolta rifiuti domestici in Italia

Rifiuti domestici: Italia sulla strada giusta secondo l’EAA

La gestione dei rifiuti domestici rappresenta una sfida significativa per l’Italia, come evidenziato nel recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA). Il documento, che analizza le performance dei 27 Stati membri fino al 2022, offre un quadro dettagliato della situazione italiana, evidenziando progressi ma anche aree che richiedono ulteriori interventi per allinearsi completamente agli obiettivi europei.

Progressi e successi nella gestione dei rifiuti domestici

Nel panorama europeo della gestione dei rifiuti, l’Italia mostra risultati notevoli in diverse aree chiave. Il Paese ha registrato una leggera riduzione nella produzione di rifiuti urbani negli ultimi 12 anni, con un valore pro capite di 486 kg/anno, inferiore alla media europea di 513 kg/anno. Nel 2022, l’Italia ha raggiunto un tasso di riciclo del 53% dei rifiuti urbani, superando l’obiettivo del 50% previsto per il 2020, sebbene secondo i nuovi criteri di calcolo questo valore si attesti intorno al 49%.

Particolarmente significativo è il progresso nella riduzione dei conferimenti in discarica, passati dal 46% del 2010 al 18% nel 2022. Con l’obiettivo europeo fissato al massimo del 10% entro il 2035, il paese ha 13 anni per ridurre ulteriormente questo dato di 8 punti percentuali, un traguardo considerato raggiungibile.

L’Italia eccelle inoltre nella gestione degli imballaggi, con 232 kg/abitante/anno riciclati contro una media UE di 186 kg/abitante/anno, e un tasso di riciclo del 71%, ben oltre i target di riferimento. I risultati sono particolarmente positivi per carta e vetro, mentre per metalli e plastiche esistono margini di miglioramento.

I meccanismi di responsabilità estesa del produttore, specialmente nel settore degli imballaggi, hanno prodotto ottimi risultati e stanno funzionando efficacemente, contribuendo in modo significativo ai successi registrati nel riciclo.

Criticità e raccomandazioni per il futuro

Nonostante i progressi, l’EEA evidenzia alcune criticità nel sistema italiano di gestione dei rifiuti. In primo luogo, non si registra un disaccoppiamento tra crescita economica e produzione di rifiuti totali, che continuano ad aumentare principalmente a causa dei rifiuti da costruzione e demolizione. Questo rappresenta un segnale preoccupante in termini di sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda il recupero energetico dai rifiuti, l’agenzia nota che la percentuale è rimasta costante intorno al 19-20% negli ultimi 12 anni. Questo potrebbe rappresentare un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo di riduzione della discarica, che probabilmente richiederebbe un aumento del tasso di incenerimento almeno al 25-30%.

Solo il 14% della popolazione italiana è servita da un sistema “pay as you throw (paghi quanto butti), indicando un’area di potenziale miglioramento nella gestione dei rifiuti domestici. L’EEA rileva inoltre due lacune significative:

  • l’assenza di schemi “deposit return system (sistema di cauzione), considerata incomprensibile dall’Agenzia;
  • una tassa sui conferimenti in discarica troppo bassa.

Introdotta nel 1995, questa tassa varia oggi tra 5,17 e 25,82 euro a tonnellata, molto al di sotto della media europea di 39-46 euro. Un aggiornamento di questa tassa, possibilmente uniformando i livelli tra le diverse regioni, viene considerato uno strumento utile per centrare l’obiettivo del 10% di conferimenti in discarica entro il 2035.

Complessivamente, l’Italia è sulla buona strada per raggiungere sia il primo obiettivo di riciclo dei rifiuti urbani (55% entro il 2025) che quello di riduzione della discarica (10% entro il 2035), avendo già raggiunto gli obiettivi di riciclo degli imballaggi. Il rapporto non include “raccomandazioni specifiche” per l’Italia, ad eccezione dell’aumento della tassa sulla discarica.